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  • 16 Novembre 2023

    Visite mediche, le liste di attesa si possono ridurre? Difficile se mancano i medici e gli operatori sanitari

    Dall’anno prossimo in tutto il Paese saranno significativamente ridotti i rimborsi alle strutture sanitarie per molte prestazioni e visite effettuate in regime di Servizio sanitario

    Tutti sentiamo parlare in questo periodo di riduzioni delle liste di attesa, una priorità di governo, delle Regioni, delle ATS e degli ospedali. Peccato però che sarà molto difficile da realizzare e non solo perché mancano i medici, gli infermieri e in generale gli operatori sanitari ma perché, se il governo non corregge il tiro sulla finanziaria cancellando il taglio previsto sulle pensioni, moltissimi professionisti si ritireranno a fine anno, peggiorando le carenze già esistenti. E questo non è il solo motivo. Dall’anno prossimo in tutto il Paese saranno significativamente ridotti i rimborsi alle strutture sanitarie per molte prestazioni e visite effettuate in regime di Servizio sanitario. Le visite specialistiche, il cui riconoscimento economico era già ridicolo, verranno pagate 22 euro per le prime e 16 per quelle di controllo. In pratica è stato calcolato che un medico neo-specializzato di primo impiego (quindi al minimo della retribuzione) che si dedicasse solo all’attività ambulatoriale, dovrebbe effettuare una visita ogni 8 min per ripagare i costi del suo stipendio. Questo solo per le visite; ma i tagli, che sembrano più lineari che effettuati con una logica razionale, si abbatteranno anche su molte prestazioni di radiologia e vario tipo, così che diventerà sempre meno economico investire o potenziare queste attività, almeno in regime pubblico.
    Carenza di professionisti e tagli dei rimborsi possono avere un effetto disastroso, la politica sembra però o non voler vedere o far finta di non accorgersi delle ricadute nefaste di queste scelte.