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  • 30 Dicembre 2025

    Sanità, più risorse dalla manovra ma senza strategia

    Aumenti di risorse e nuove misure per la sanità pubblica, ma restano irrisolte molte criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale.

    Mani che impilano monete, simbolo delle risorse economiche per la sanità.
    La nuova legge di bilancio contiene alcuni significativi interventi per la sanità. Il Fondo sanitario nazionale viene incrementato di 2.382,2 milioni di euro per l’anno prossimo, 2.631 milioni per il 2027 e 2.633,1 milioni a partire dal 2028. Si tratta di aumenti importanti ma, al di là delle polemiche sul come quantificare la spesa sanitaria, se in rapporto al PIL (dove il nostro Paese risulta tra gli ultimi in Europa) o diversamente, non basteranno a colmare le criticità del nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn) accumulate in anni di sottofinanziamento e difficile gestione. Bisogna però riconoscere al Governo lo sforzo compiuto nel trovare queste risorse e anche nell’indirizzarle verso aree di intervento importanti, come la prevenzione (con l’ampliamento di molti programmi di screening tumorali), la medicina di precisione, le cure palliative, l’Alzheimer, le malattie reumatologiche, le patologie degenerative oculari, la salute mentale (sebbene con fondi limitati) e altro ancora.

    Inoltre un miliardo di euro nel 2026 e 1.350 milioni nel 2027 sono destinati all’adeguamento dei rimborsi delle attività di degenza ospedaliera, sia per acuti che nelle aree di riabilitazione, un provvedimento atteso da tempo. Si resta invece perplessi sul “liberi tutti” concesso alle farmacie, che potranno fornire anche prestazioni assistenziali, ma non mediante il sistema di accreditamento attualmente in essere per tutte le strutture in convenzione con il Ssn, bensì attraverso meccanismi di riconoscimento ancora da definirsi. Il ruolo delle farmacie è molto cresciuto dalla pandemia a oggi e la loro capillare presenza sul territorio rappresenta un importante punto di forza, ma bisogna prestare attenzione a chi fa cosa (è difficile far coesistere il marketing delle creme di bellezza con la vendita di prestazioni sanitarie) e soprattutto a livelli di qualità e professionalità.
    Un’ulteriore forte perplessità deriva dalla riduzione del fondo per i farmaci innovativi. Aumentano (ed è un bene) le accise su sigarette e prodotti del tabacco, peccato però che, ancora una volta, le risorse che ne deriveranno non vengano destinate alla prevenzione e alla cura delle malattie fumo-correlate. Viene infine prevista una stabilizzazione del personale precario del Ssn e alcune indennità aggiuntive che hanno tuttavia lasciato molto delusi i sindacati. Complessivamente si registrano segnali positivi nell’indirizzo delle politiche sanitarie, ma siamo ancora lontani da una visione complessiva di riordino e governo del nostro Servizio sanitario, di cui abbiamo un grande bisogno.

    Foto: Unsplash