La
nuova legge di bilancio contiene alcuni significativi interventi per la
sanità. Il
Fondo sanitario nazionale viene incrementato di
2.382,2 milioni di euro per l’anno prossimo,
2.631 milioni per il 2027 e
2.633,1 milioni a partire dal 2028. Si tratta di
aumenti importanti ma, al di là delle polemiche sul come quantificare la spesa sanitaria, se in rapporto al
PIL (dove il nostro Paese risulta tra gli ultimi in Europa) o diversamente,
non basteranno a colmare le criticità del nostro
Servizio sanitario nazionale (Ssn) accumulate in anni di
sottofinanziamento e difficile gestione. Bisogna però riconoscere al
Governo lo sforzo compiuto nel trovare queste risorse e anche nell’indirizzarle verso
aree di intervento importanti, come la
prevenzione (con l’ampliamento di molti
programmi di screening tumorali), la
medicina di precisione, le
cure palliative, l’
Alzheimer, le
malattie reumatologiche, le
patologie degenerative oculari, la
salute mentale (sebbene con fondi limitati) e altro ancora.
Inoltre
un miliardo di euro nel 2026 e
1.350 milioni nel 2027 sono destinati all’
adeguamento dei rimborsi delle attività di
degenza ospedaliera, sia per acuti che nelle aree di
riabilitazione, un provvedimento
atteso da tempo. Si resta invece perplessi sul
“liberi tutti” concesso alle farmacie, che potranno fornire anche
prestazioni assistenziali, ma non mediante il
sistema di accreditamento attualmente in essere per tutte le strutture in convenzione con il Ssn, bensì attraverso
meccanismi di riconoscimento ancora da definirsi. Il ruolo delle
farmacie è molto cresciuto dalla pandemia a oggi e la loro capillare presenza sul territorio rappresenta un importante punto di forza, ma bisogna prestare attenzione a
chi fa cosa (è difficile far coesistere il
marketing delle creme di bellezza con la vendita di
prestazioni sanitarie) e soprattutto a
livelli di qualità e professionalità.
Un’ulteriore forte perplessità deriva dalla
riduzione del fondo per i farmaci innovativi. Aumentano (ed è un bene) le
accise su sigarette e prodotti del tabacco, peccato però che, ancora una volta, le risorse che ne deriveranno
non vengano destinate alla
prevenzione e alla cura delle malattie fumo-correlate. Viene infine prevista una
stabilizzazione del personale precario del Ssn e alcune
indennità aggiuntive che hanno tuttavia lasciato
molto delusi i sindacati. Complessivamente si registrano
segnali positivi nell’indirizzo delle politiche sanitarie, ma siamo ancora
lontani da una visione complessiva di
riordino e governo del nostro Servizio sanitario, di cui abbiamo
un grande bisogno.
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