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  • 12 Agosto 2025

    Green deal, un sogno dimenticato

    Guerre, dazi, politiche internazionali in continuo movimento ci fanno dimenticare altre priorità delle quali fino a ieri discutevamo.


    Il green deal europeo è un sogno che sembra ormai nel cassetto. Mentre ci impegniamo ad acquistare 750 miliardi di euro in petrolio e gas in tre anni dall’America (alla faccia dei tanti piani di decarbonizzazione europei - come ha ricordato su queste pagine tra gli altri Francesco Micheli), non ci occupiamo più dei cambiamenti climatici e della distruzione della natura del nostro Continente. Intanto il governo ha rinviato il blocco dei diesel più inquinanti, gli Euro 5, e l’inquinamento della Pianura Padana è dimenticato, sepolto da altre emergenze. Aldo Cazzullo ha recentemente ben sintetizzato la situazione: “Sappiamo cosa intende fare la maggioranza contro l’inquinamento e il cambio climatico: nulla”. Ecco, purtroppo non c’è molto da aggiungere. Peraltro, il nostro Paese è stato uno dei principali oppositori all’approvazione delle recenti norme europee sull’inquinamento atmosferico, sia nel frenare la definizione di soglie più rigorose per gli inquinanti, sia nell’inserire una deroga di 10 anni a cui poi potersi appellare (e alla quale certamente la Lombardia farà ricorso).

    Rinviare continuamente un problema difficile da affrontare ma importante per la salute dei cittadini non è fare il loro bene. Combattere l’inquinamento atmosferico non significa rallentare le attività produttive ma solo ripensarle e riorganizzarle, un concetto che molti fanno fatica a intendere. La trasversalità nel difendere quelli che sono interessi corporativi di specifiche categorie senza voler tenere in conto le ricadute sulla salute pubblica è miope e purtroppo storica.

    Intanto la ricerca va avanti, scopriamo come gli effetti dannosi dell’aria inquinata siano maggiori di quanto immaginassimo, che anche la psiche e le capacità cognitive ne risentono negativamente, come riportato da un recente studio milanese e da ricercatori spagnoli, troviamo le microplastiche depositate nelle pareti delle arterie, e così via, ma non riusciamo a tradurre la scienza in una azione politica di protezione della salute.
    D’altra parte, l’illuminismo è tramontato da un pezzo, la ragione l’abbiamo persa e nel mondo trionfano no-vax e negazionisti.